Rubrica traduzioni?

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È da una decina di mesi che ho una nota salvata sul telefono.

“Le risposte” – Catherine Lacey

C’è una foto dello schermo del Kindle.

“Diceva insieme con la a più che con la e, per cui sembrava che dicesse insiame, e questo mi colpiva tantissimo, insiame”.

Corro alla quinta pagina, titolo originale “The Answers”, traduzione di Teresa Ciuffoletti.

Chi è Teresa Ciuffoletti? Chi sei?

Compro la versione originale, sempre in formato epub:

He said together with more a than e, so it came out sounding like to-gather, and this had a tremendous effect on me, to-gather.

Non ho idea di come lo avrei tradotto. Era solo una curiosità.

To gather“, in inglese, significa raccogliere, riunire, radunarsi. Questa è solo una dimostrazione di come alle perdite di significato dovute alla traduzione dal sentito (o percepito) al pensato allo scritto, vada sommata quella da una lingua all’altra. Quanto rimane di quello che gli scrittori vorrebbero dire?

Manchester by the sea – Kenneth Lonergan

In questo caso stavo guardando il film in lingua originale.

Da subito mi sono detto: bello il gioco sul doppio significato di “tip”, che significa sia consiglio che mancia. Chissà come l’hanno tradotto in italiano.

O.V. [EN]

D: Can I give you a tip?

U: You mean like a suggestion?

D: No. I mean like a tip. (e gli porge una banconota)

[IT]

D: Posso darti un extra?

U: Vuoi offrirmi un caffè?

D: No. Volevo dire una mancia

“A tip” significa sia consiglio che mancia. Nella versione tradotta U (l’idraulico) allude al discorso che ha sentito, quello in cui D (la proprietaria della casa) parla al telefono con un’amica dicendole di avere una cotta per lui.

Per fortuna, per lo sviluppo della storia, questa aggiunta non è importante. Forse sono l’unico fissato che si fissa sui dettagli. Ma cosa conta se non i dettagli?