Avrei voluto stampare dei volantini con un qr code e una scritta a caratteri cubitali sotto.
Inquadralo per vedere le foto dell’ex che mi ha tradito.
Non so bene se sia fattibile dal punto di vista legale. Non so se effettivamente quel volantino lo stamperò e se farò puntare quei quadrati bianchi e neri a queste parole.
L’obiettivo mi è chiaro. Vorrei sensibilizzare su quel tema. Ma facendolo in un modo accattivante. Non limitarmi al messaggio “mandare le foto della tua ex sul gruppo degli amici dopo che vi siete lasciati è sbagliato”. Vorrei dedicarmi a tutti quegli aspetti più sottili e a cui la massa non pone attenzione. Perché è vero che ci sono ancora molti passi da fare su quelle violazioni così pesanti e importanti. Ma questo non significa che tutti gli altri aspetti siano da trascurare.
Mi capita di leggere articoli in cui si discute dove sia il limite tra riservatezza e sicurezza, limite dietro al quale si nasconde ad esempio Telegram con la sua (non) collaborazione con le autorità.
Sono sicuro che tutte le persone che conosco sarebbero d’accordo all’unanimità nel condannare chi commetta il reato di revenge porn.
Eppure quelle stesse persone non ci troverebbero nulla di male nell’esporre al pubblico ludibrio le scarse performance sessuali dell’ex partner. Se non si parla di questioni intime (lunghezza, taglia, durata), si passa a quelle comunque private, “mi ha richiesto indietro l’anello”, “aveva questo particolare comportamento durante il sesso”, che anche solo per rispetto mai si sarebbero dette durante la relazione.
Intanto pubblico l’articolo, sono due i gatti che ci navigano, poi lo amplierò con nuovi esempi.
Inizia a fare qualcosa. Non stare zitto se assisti a quella che ti sembra una “piccola violenza”. Lo scrivo per te che leggi e per me, per tutte le volte in cui lo rileggerò. Non so se riuscirò mai a cambiare qualcosa. Ma almeno ci provo.